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Insiders: Michele Montagano ci presenta V4V

Nella nostra scoperta delle varie figure musicali, che ha dato vita alla rubrica “Insiders”, ho incontrato Michele Montagano di V4V, per conoscere la sua storia e capire come un’etichetta indipendente sta vivendo l’attuale crisi del mercato discografico, facendomi spiegare anche quali sono le caratteristiche che un artista o band devono avere per riuscire ad attirare la sua attenzione.

Com’è nata V4V? L’imminente fine del mondo annunciata nel 2012 c’entra qualcosa?

Direi che fu l’inizio del resto della nostra vita. O anche la fine di quella precedente. Un po’ come Dante e Randal che alla fine di Clerks 2 comprano il Quick Stop e si mettono in proprio. Non c’era una direzione o strategia precisa da prendere. Abbiamo lasciato che ci guidasse l’istinto. Ovviamente sapevamo che il mondo non sarebbe finito. Ce lo disse una zingara su un marciapiede. La fine del mondo era solo una scusa per dimostrare che si può andare avanti senza temere conclusioni più o meno annunciate. Spero che quello che facciamo diventi in un certo senso eterno.

Vi definite l’ennesima etichetta indie-perdente. Ci vedo tanta ironia in questa frase, ma anche tanta realtà, visto che l’indie e la musica alternativa non stanno vivendo un grande periodo ultimamente. Quanto è rischioso lavorare in questo circuito oggi?

In realtà credo che “l’indie” (non soffermiamoci più di tanto sulla sua accezione attuale in netto contrasto con le origini) stia vivendo un periodo storico molto favorevole, facendo numeri di gran lunga più grandi di quelli delle major. Ovviamente perchè “lindi” di cui parliamo, spesso, non ha nulla di diverso da produzioni major se non un certo ammiccamento e referenzialità ad una determinata nicchia. Sicuramente è molto rischioso lavorare in questi ambienti. Quasi sempre non hai la certezza di uno stipendio, lo sbatti è tantissimo e accadono molte cose che ti demoralizzano. Però penso che nessuno ci abbia chiesto o imposto di fare determinate cose e che quindi questo è quello che vogliamo. Se si vuol giocare bisogna seguire le regole. Ci reputiamo seri ma non seriosi. Sono di gran lunga un cazzone ma cerco di non far mancare mai professionalità in ciò che faccio, fosse anche per una questione di rispetto nei confronti delle tante persone che supportano o aiutano piccole realtà come la nostra ad emergere.

Quali sono le caratteristiche che cercate negli artisti che poi entreranno a far parte del vostro roster?

Come continuo a ripetere sperando di non sembrare un disco rotto, in primis cerchiamo un “motivo”. Per motivo intendo “perchè questa band piuttosto che quest’altra?” E’ un discorso molto soggettivo che solo relativamente punta al più pragmatico pensiero del tipo di mercato che il prodotto può raggiungere. Anche se quello avviene sempre ed è giusto che sia così. Cerchiamo originalità per quel che può significare nell’ambito della musica suonata nel 2016. Un minimo di personalità. Vogliamo band viscerali che non temano il confronto né pensino assiduamente ad emergere ma solo divertirsi e portare a più persone possibili il loro messaggio o sfogo artistico. Voglio che ci mettano fegato e cuore.

Un’altra dichiarazione che mi ha colpita è: “non faremo mai un crowdfunding!” Come mai questa netta presa di posizione?

Sinceramente non mi va moltissimo di parlarne. Credo solo che il crowdfunding sia una paraculata senza senso e una mancanza di rispetto nei confronti di tutti coloro che da soli e con sacrifici, in linea con la propria onestà intellettuale, si pongono all’interno del mercato in modo trasparente. Se non hai i soldi per fare un disco non è scritto da nessuna parte che tu debba farlo. Metti due pezzi su internet, falli girare e vedrai che se vali qualcuno che ti dà una mano lo trovi.

Cosa si potrebbe fare per migliorare la situazione della musica in Italia? Che tipo di investimenti nella cultura sono necessari?

Penso che in primis ci vogliano fondi di gran lunga maggiori da destinare alla cultura. Magari fondi da destinare a persone un tantino più illuminate di quelle che pensano sempre e solo al becero guadagno. Parlo anche e sopratutto per le piccole province che spesso hanno molto da offrire e nessuno che le valorizza. Esempio emblematico è il Siren Fest che si fa qui da noi. Abbiamo delle location incredibili che in qualsiasi grande città potete solo sognarvi ed è uno spettacolo il fatto di poterle vivere con grandi eventi culturali e musicali. Ci vorrebbe una maggiore sensibilizzazione del pubblico. Penso alle scuole in cui si studia musica e siamo ancora col flauto a fare “Per Elisa”. Nel senso che tra i 18 e i 25 anni un ragazzo è quasi giunto al termine del suo percorso di maturità musicale, inteso come generi e prodotti di ascolto che si fruiscono e pregiudizi o esperienze accumulate. Secondo me bisognerebbe spingere in una direzione d’istruzione ben diversa, che porti ad informare in primis su cosa accade OGGI nel mondo della musica, italiana e internazionale, tutto, ovviamente dopo aver approfondito ciò che è accaduto e ci ha portato qui. Bisognerebbe far capire la grande importanza degli eventi, sviluppare curiosità nelle persone, portarle ai concerti senza pregiudizi e con una sincera voglia di conoscere cose nuove. C’è molto da lavorare e sarebbe responsabilità di tutti noi farlo quotidianamente. 

Vuoi aggiungere qualcosa alla nostra chiacchierata?

Guarda aggiungo che ultimamente mi è capitata una cosa bella. Ho iniziato un percorso con dei ragazzi giovanissimi che sento davvero pregni (non è una parolaccia) dello spirito viscerale di V4V-Records. Si chiamano GOMMA sono in 4 e vengono da Caserta, insieme raggiungono a malapena 80 anni e credo che davvero potremmo esser di fronte a qualcosa che scalfisca molti a dovere. Li farò suonare il 18 giugno a Roseto degli Abruzzi al Lido Mediterraneo che, oramai, assieme al Beat Cafè di San Salvo Marina, è una delle nostre seconde case in Abruzzo. Vi invito tra l’altro a partecipare che sul palco dopo di loro troverete Futbolin e Bruuno e penso sarà proprio una delle serate della vita. 

Qui l’evento: https://www.facebook.com/events/1701804270087139/

 

Ecco i link per conoscere gli artisti che fanno parte di V4V:

http://www.v4v-records.it/freedownload

http://www.v4v-records.it/store

Intervista a cura di Egle Taccia

 

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