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Chiamerò un taxi – Mitici Gorgi

I Mitici Gorgi escono con la loro seconda produzione ufficiale: l’EP Chiamerò un taxi.

La band formata da Federica Camiciola, Chiara Fantozzi, Pietro Cappellini e Francesco Fanciullacci in questo nuovo lavoro gioca con le sonorità più disparate.

È questo un ep frutto di uno stile electro-punk abilmente impastato con il dark inde-rock italiano e condito con vocalità distorte.

Il nuovo lavoro dei Gorgi è esaltante. L’immersione nel loro mondo è totale e l’impasse musicale guida l’ascoltatore in un luogo oscuro, nascosto e quasi gotico ma anche ricco di fascino.

Giochi col pensiero sfidandolo a provare ciò che normalmente riesci solo a immaginare e allora ti ritrovi inaspettatamente a vivere l’assurdo al di fuori della mente. Sono queste le prime parole dell’album, inserite nella canzone Strimpellata in Bo Bemolle, che riescono immediatamente far capire i caratteri principali dell’esperienza in cui ci stiamo per immergere. L’assurdo non è più ciò che riusciamo a immaginare ma lo si ritrova nel mondo esterno. Abbiamo a che fare con un album che parte con un deciso  carattere solipsistico e ci impone la propria visione e le proprie regole.

La cavallina storna citata nel brano seguente, Canzone utile, non è più un richiamo pascoliano, bensì un rimando diretto ad un’auto priva di guidatore che ubriaca “si schianta contro i pali, finisce sui giornali…abbaglia coi fanali”.

La Canzone utile è uno spaesamento generale. La band ci informa che ormai oggi siamo guidati solo ed esclusivamente da un vento che se non soffia ci lascia alla deriva. La volontà umana non è più contemplata, siamo in balia di forze ben più forti di noi.

L’ep è completamente teso allo straniamento e al divertimento del pubblico. Si percepisce da ogni brano l’entusiasmo che anima il nuovo lavoro del quartetto.

Sono sulla sedia mentre ascolto le 6 canzoni da cui è composto e non riesco a stare fermo, mi alzo, ballo, canto. I Mitici Gorgi spingono forte sul ritmo e fanno venir voglia di quei live e quei concerti da sorrisi gasati tra sconosciuti che solo i migliori gruppi riescono a tirar fuori.

Relation è la canzone più ritmata dell’ep e l’unica cantata in inglese. I suoni coinvolgono i muscoli di chi la ascolta, non si riesce a trattenere il piede che parte a ritmo e la frenesia che ci si scatena dentro è inarrestabile. Viene voglia di affacciarsi alla finestra e coinvolgere i vicini urlando la canzone a squarciagola.

Il vero picco dell’album però lo si raggiunge con la traccia successiva, La mamma di Maiale. Questo brano è decisamente incalzante per ciò che riguarda il ritmo, come il precedente, ma a far divertire oltre alla musica è il testo provocatorio: “La mamma di Maiale è sempre qua, la mamma di Maiale c’è oggi e ci sarà, la mamma di Maiale è sempre incinta”.

Che dire di più?! L’ultimo lavoro dei Mitici Gorgi è eccezionale perché concentrato sulla musica e i suoni electro-punk ma anche sull’ironia dei testi che riescono a divertire l’ascoltatore. La stravaganza è il marchio di fabbrica di questa band e il risultato è ottimo.

Di Redazione Urbanweek

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