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Best New: Polar For The Masses

I Polar for the Masses sono Simone Pass (voce e chitarra), Alessadro Lupatin (batteria e voce) e Davide Dalla Pria (basso e voce). Il trio vicentino, formatosi dieci anni fa, si è contraddistinto, sin dagli esordi per una musica originale, potente e nervosa. Dopo i primi tre album cantati in inglese, la band ha scelto di cambiare direzione e di passare al cantato in italiano. Fuori è il loro ultimo disco e ce lo raccontano in questa intervista, buona lettura!

Fuori ,il vostro ultimo lavoro, segna un cambiamento all’interno del vostro percorso artistico: siamo curiosissimi di sapere cosa è mutato rispetto al passato e cosa, invece, non è stato scalfito dal tempo

Diciamo che il nostro percorso artistico è suddiviso in due fasi: quella iniziale in cui cantavamo in inglese e quella attuale in cui utilizziamo l’italiano. Nei primi 3 album, in inglese, abbiamo esplorato e consolidato uno stile personale, tra il noise, l’indie e il rock. Chiuso questo capitolo e passati all’italiano, abbiamo realizzato due album molto diversi tra loro: il primo, “Italico” molto oscuro, ipnotico e poetico; il successivo “#unagiornatadimerda” è invece un missile punk rock, diretto e abrasivo. Ora, con “Fuori”, abbiamo sintetizzato questi due lati opposti del nostro stile, aggiungendo qualche episodio dal sapore acustico, che non avevamo mai sperimentato prima. Si tratta di un album dalle molteplici sfaccettature, ma dal quale emerge uno stile che riteniamo molto personale e riconoscibile.

Piero Pelù vi ha fatto un grande regalo pubblicando sulla sua pagina Facebook una traccia dell’album, La buona sorte di Piero. Una sorpresa o ne avevate parlato precedentemente?

È successo in modo spontaneo, gli abbiamo inviato via Facebook un link privato per fargli sentire questo pezzo, che in realtà parla di un nostro amico, ma data l’omonimia abbiamo pensato che sarebbe stato carino farlo sentire a Pelù, prima della pubblicazione, così, per gioco. Non conoscendolo di persona, non ci aspettavamo una risposta, invece lui è stato gentilissimo, e ci ha fatto questa sorpresa. Sapevamo che è una persona molto disponibile, ma tutto questo è andato ben oltre le nostre aspettative! 

Quali tematiche prevalgono nei brani di Fuori?

È un disco in cui, rispetto al passato, la denuncia sociale ha lasciato molto più spazio all’introspezione. Parliamo molto più di noi stessi, ma sempre usando metafore e immagini che rendono i testi a volte ermetici e a volte interpretabili secondo diverse chiavi di lettura. Parliamo di noi, della vita, dell’amore, della bellezza, dell’immigrazione, della libertà, dei diritti umani, ma l’ascoltatore dovrà capire da solo di cosa parla ogni canzone e siamo sicuri che ciascuno potrà attribuire significati diversi rispetto a quelli che noi intendevamo.

Da un punto di vista prettamente compositivo, nascono prima le parole o le musiche? Oppure tutto, di volta in volta, dipende dall’ispirazione del momento?

Il percorso compositivo è quello tipico del rock, in cui la band crea la musica e, successivamente, sulla base di ciò che la musica ispira, si crea la melodia vocale e il testo. A volte si parte fin dall’inizio con l’idea di trattare un tema preciso, altre volte ci fissiamo sul suono di qualche parola e da questo si parte per costruire il testo. Dipende.

Quest’anno festeggiate i 10 anni di carriera: che bilancio sentite di fare? E cosa immaginate per il vostro futuro?

Siamo poco abituati a pensare al passato, siamo sempre proiettati verso il futuro, un passo oltre il presente. Questo ci porta ad essere sempre in movimento. Sono stati 10 anni intensi, ricchi di musica, chilometri, amicizie, discussioni, problemi e soddisfazioni. Dieci anni di vita intensa. Ne vogliamo ancora, e sempre di più!

Avete già pensato al tour?

Una band come la nostra è praticamente sempre in tour, anche se alle volte ci sono interruzioni più o meno lunghe. Siamo una live band, esistiamo per suonare dal vivo. In questo periodo stiamo organizzando le date dei prossimi concerti e a partire da aprile saremo in giro per lo stivale a portare le canzoni di “Fuori” da tutti voi! Sapevatelo e siateci!

 

A cura di Laura De Angelis

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