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Appino e la dipendenza dal suo Grande Raccordo Animale!

Arrivo tardi come sempre, passano i giorni e il mio pensiero fisso è sempre quello: ascoltare l’album di Appino! Prendo tempo che non è mai abbastanza perché un disco va ascoltato con la giusta attenzione, lasciando il resto del mondo fuori, per rinchiuderci nella nostra piccola sfera affettiva con le cuffie alle orecchie. E adesso eccomi qui, per raccontarvi le mie impressioni. Posso già dirvi che questo disco mi ha rapito??

Grande Raccordo Animale è uscito il 26 maggio, (per Piccica Dischi/ La Tempesta/ Sony Music) ed è il secondo album da solista di Appino.

Un album che è un cambiamento di rotta e che vanta la produzione artistica del mitico Paolo Baldini, figura di spicco nel panorama reggae europeo.

La domanda a questo punto sorge spontanea: Appino ha fatto un album reggae? Non proprio! Quello che posso consigliarvi però è di dimenticare per un po’ i The Zen Circus e di dimenticare Il Testamento, solo così riuscirete ad apprezzare davvero questo nuovo disco e vedrete che così come Ulisse, anche voi non saprete resistere al Canto delle Sirene!

Ulisse per l’appunto, è il brano che apre Grande Raccordo Animale, la voce di Appino dalle prime note si pone delicata all’orecchio dell’ascoltatore e non so perché di primo acchito mi torna in mente la delicatezza del canto di Nicolò Fabi. Il tema è indubbiamente il viaggio, quello per la vita, quello delle responsabilità, con le numerose sfide lungo il percorso e il coraggio di abbandonare tutto e tutti verso un’ Itaca che tanto forse non c’è.

Bisognerebbe però fare un piccolo passo indietro, perché tutto comincia il 24 aprile, giorno dell’uscita di Rockstar. Il singolo anticipa l’uscita dell’album ed è una ballata di quelle intimistiche, malinconica e ironica allo stesso tempo e soprattutto ingannevole! Ingannevole perché come scoprirò in seguito, si discosta molto stilisticamente dalle altre tracce presenti nell’album e credo che Appino su questo ci abbia giocato un po’! Ore e giorni interi ad ascoltarla e cantarla in loop tanto da farne una “malattia”… così ho scoperto che cosa significa veramente, avere la dipendenza da Rockstar!

Grande Raccordo Animale è il secondo estratto dal disco omonimo e viene presentato sulla pagina del nostro cantautore il 6 maggio. Qui iniziano le sorprese…chitarra e voce all’inizio, ritmo reggaeggiante, a tratti latino, strumenti che vi si aggiungono poco alla volta, maracas, triangolo, e una spruzzatina di jazz!

A questo punto realizzo che questo secondo disco sarà una bomba, ma soprattutto che sarà pronto a dividere il pubblico. E così è stato, molti non hanno preso bene questo cambiamento radicale, molti altri ne sono invece entusiasti.

Poco o nulla a che vedere con il primo album d’esordio da solista Il Testamento, album quest’ultimo più rock, crudo e grigio, mentre G-R-A si presenta più vivace e leggero, più aperto all’esterno ma non di certo del tutto spensierato visto che non mancano gli spunti di riflessione sulla vita e sul futuro, che ci fanno un po’ incupire. I testi infatti, con le sue tematiche, non sono mai banali e rimangono fedeli alla penna del nostro cantautore, mantenendo il loro giusto peso. Inimitabile e come sempre più che godibile il marchio di Paolo Baldini, G-R-A è infatti un album che sa convincere bene gli ascoltatori che apprezzano le sue produzioni artistiche, pensiamo per esempio ai Tarm.

New York, è il brano che più si avvicina allo stile precedente, il timbro di voce di Appino è qui più possente che altrove. Troviamo parole che metterebbero d’accordo e farebbero sorridere i più deleteri fra gli autolesionisti…“Sono ridicolo/ tendente al tragico/ incostante ed egocentrico/ non vado dal dottore/ non mi voglio curare/ mi tratto male per potermi lamentare…”

Poi ci sono pure quei personaggi che come La volpe e l’elefante ci fanno ballare. Sonorità reggae che si intrecciano con l’elettronica, una sfida e un dialogo tra l’astuta volpe e il saggio elefante…chi la spunterà in questa metafora della vita umana?

Con Linea guida e generale ritorna il rock e l’energia, per lottare e garantirci una nostra identità, quella identità di saper guardare attraverso un obiettivo con i propri occhi, quella identità di impugnare una penna e imprimere le proprie emozioni nero su bianco. Quell’energia per lottare a sostegno della nostra libertà…senza imposizioni né pregiudizi, liberi di fare tutto quello che vogliamo fare: “ Non voglio provare, io lo voglio fare!”.

Con Nabucco Donosor invece, mi sembra di star dentro ad un pezzo dell’eclettico maestro Battiato,

l’ atmosfera onirica è degna per la celebrazione di tempi ormai remoti.

L’Isola di Utopia già dal titolo lascia presagire molto di sé, prende spunto da un romanzo del ‘500 in cui si esalta una società ideale.

Scende una lacrima e suscita una certa malinconia e disincanto l’altra ballata del disco Buon anno (il guastafeste). Chi è il guastafeste? Colui che non si aspetta più niente, che porge i suoi migliori auguri e si racconta ancorandosi ai vecchi ricordi per la paura del futuro. Forse è stato ferito.

Galassia è quel baraccone pieno di personaggi contro cui scagliarsi: insicuri, infelici, pettegoli, trasandati senza più un briciolo di speranza. C‘è chi lotta contro la disoccupazione, chi contro la solitudine. Questa galassia “siamo noi, e di noi non vi libererete mai”.

Un album che accoglie sonorità africane, e forse non ci saremmo mai aspettati un Appino in queste vesti così colorate ed etniche. In Tropico del Cancro canta: “Ufo mi ha insegnato questa cosa qua / non farsi mai e poi mai trovare / dove tutti ti vogliono aspettare/ ma se poi voi non mi trovate/ ai miei concerti chi ci verrà?” Questo brano chiude il disco come un sipario dove i fili sono mossi da una armonica che caldeggia una melodia coinvolgente.
Appino stai sereno, che ai tuoi concerti come sempre ci troverai tutti lì! Anzi, se mai ti capiterà di leggermi, sappi che io, inseme a tutta la redazione, ti aspettiamo a Catania!
Un album che scova la password per accedere lì dove pochi possono arrivare, nel nostro piccolo cantuccio segreto.
Grazie Andrea Appino!

Simona Bascetta

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