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Live Report: Gianluca De Rubertis porta a Catania il suo Universo Elegante!

E’ il 16 Dicembre, l’atmosfera natalizia comincia a farsi sentire anche nella calda Catania. In giro ci sono i mercatini di Natale e il Ma, noto club della città, è addobbato a festa.

Quale migliore occasione per andare ad ascoltare un concerto all’interno della birretteria del locale?

Gianluca De Rubertis, è uno dei geni della musica d’autore italiana. Col suo pianoforte, negli anni, è riuscito a farsi sempre ricordare, nonostante si sia servito di vari generi e di varie formazioni per esprimere il proprio talento. Gli inizi con gli Studiodavoli, il successo con Il Genio e adesso la consacrazione da solista, con il suo secondo album L’Universo Elegante, sono alcuni esempi del talento del cantautore. La sua personalità, apparentemente distaccata, cela una grande ironia ed un modo particolare di vedere la vita, che viene eccellentemente messo in luce nei suoi brani. Che abbia una passione per la musica classica è poi evidente al primo ascolto delle sue composizioni!

Proprio per questa ragione, la scelta dell’apertura è stata oltremodo azzeccata! Il live di De Rubertis, infatti, è stato preceduto dall’esibizione di Vincenzo Di Silvestro, violinista, cantautore e compositore, che ci ha intrattenuti egregiamente con i brani del suo primo album, Invisibile la felicità, regalandoci varie canzoni, tra cui ha spiccato la bellissima Domani è Domenica.

Il momento di De Rubertis è arrivato! L’artista si avvia verso il palco e il concerto si apre con Rimanere Male, tratto da Autoritratti Con Oggetti, il suo primo lavoro solista. A fine brano inizia ad interagire con la platea, raccontandoci della collaborazione con Amanda Lear, scherzando un po’ col pubblico su quell’aura di mistero che c’è sempre stata intorno alla sua figura ed iniziando a cantare Mai Più, cercando di imitare l’accento francese della Lear, facendo così apparire dei sorrisi tra il pubblico.

I presenti, nonostante l’artista abbia spesso ironizzato sulla sua esibizione, definendola come una salita ardua, in realtà sono stati completamente conquistati, grazie soprattutto al modo di inframezzare i brani con la sua sarcastica ironia, che ha fatto volare il tempo trascorso insieme. Molti gli artisti presenti in sala; il pubblico ascoltava incantato sia i brani, che i discorsi di De Rubertis, che ci parlava di corridoi di aerei che si fanno sempre più piccoli, dell’hotel che ha ispirato il brano Hotel Da Fine, nato in un albergo che esiste davvero e di come l’amore a volte possa trasformarsi in un film horror, di come amore e orrore spesso camminino insieme mano nella mano. Brani come La vita è un sogno e Fiorigami ci hanno fatto sognare; Magnifica Notte è stata introdotta dal racconto dell’amicizia con Mauro Ermanno Giovanardi, con cui duetta nella versione originale; la sensualità elegante di Sotto la tua gonna e Labracadabra ci ha portati verso i saluti, con cui l’artista ha tentato di congedarsi da noi, dopo averci regalato due stupende rivisitazioni di brani di Branduardi e Paolo Conte. Ma no! Il pubblico non ne voleva proprio sapere di lasciarlo andare e così sono stati chiesti circa quattro bis! Perfect Day di Lou Reed è stata seguita da uno dei brani emotivamente più coinvolgenti de L’universo Elegante, anticipato da una piccola presentazione. L’artista ci ha raccontato di non aver mai eseguito questo brano strumentale dal vivo, ma visto che una persona (io!) glielo aveva richiesto prima del live, stasera era arrivato il momento di regalarcelo. Sarà stato per la dedica, per l’atmosfera incantata che si respirava in sala, per gli sguardi sognanti del pubblico, ma sicuramente Chiaro di luna siderale, la sonata contenuta ne L’universo Elegante, che potrebbe fare invidia ai brani dei maggiori compositori classici, è stato certamente il pezzo che ci ha emozionati maggiormente!

Quello che resta, un po’ come nell’album, è il brano con cui siamo costretti a separarci dall’artista.

Quello che resta a noi di questa esibizione è tanta emozione e la certezza di avere assistito ad un live che ci ricorderemo a lungo, a dei brani che non si ascoltano facilmente in giro e ad una presenza scenica che riesce a far correre il tempo, senza quasi accorgersene.

Speriamo davvero di rivedere presto Gianluca De Rubertis da queste parti!

Egle Taccia

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