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Live Report: Francesca Michielin, Nice To Meet You

Francesca Michielin, vincitrice della quinta edizione di X Factor Italia (la prima prodotta da Sky), è una ragazza giovanissima: classe 1995, è riuscita a raggiungere il traguardo più ambito del talent a soli 16 anni. Partita molto forte con un inedito davvero orecchiabile (scritto peraltro da Elisa, una firma di tutto rispetto) “Distratto“, per Francesca si sono aperte le porte di una serie di collaborazioni di alta caratura, a partire da quel “Cigno nero” che ha portato Fedez a farsi conoscere al pubblico mainstream italiano. In seguito in questi anni ha pubblicato due album, di cui uno di recente uscita (Di20), e ha partecipato alla colonna sonora di un film oltreoceano (The Amazing Spiderman 2), ma in tutto questo non si è mai parlato di un tour. Ha partecipato ad alcuni festival ed eventi, ma un tour tutto suo non è mai stato messo in cantiere.

Fino ad oggi.

L’annuncio del “Nice to meet you tour” è stato un’occasione di giubilo da parte di chi segue la ragazza di Bassano Del Grappa dal suo debutto di qualche anno fa; una decina di date circa, in giro per l’Italia, per un tour prettamente acustico.

L’8 Gennaio ho avuto l’occasione di poter assistere alla primissima tappa di questo tour a Roma, al Quirinetta.

Partendo dal pubblico, ho notato con piacere la quantità di persone presenti; eravamo tantissimi. Certo, dopo anni finalmente Francesca canta e suona in un concerto tutto suo, e di nessun’altro.

Iniziato perfettamente in orario, Francesca ha a disposizione tastiera, chitarra acustica, basso, tamburo e mini console per effetti, e mi sono sorpreso nel vedere la dimestichezza e la fluidità con cui lei è passata da uno strumento all’altro durante il concerto: li suonava tutti lei.

Ma veniamo all’inizio: si parte con “Battito di Ciglia“, uno dei singoli apripista del nuovo album, però solo con la tastiera e la voce, una e trina, grazie alla mini consolle. L’effetto è travolgente, il pubblico la sa a memoria, nessuno escluso.

Dopo aver eseguito anche 25 Febbraio (track con la data del suo compleanno), sempre in tastiera, Francesca comincia a parlare, dicendosi emozionata per la quantità di gente presente, ma senza mai scomporsi, non sembrava tesa.

Si continua, cambia lo strumento (chitarra acustica) e cambia la canzone: è Distratto, il suo primo singolo, ma in versione bilingue. La canzone, spiega, in origine doveva essere in inglese, dal titolo “Wonder about you”, per cui ha dato un assaggio di entrambe le versioni nello stesso momento.

Molto gradite le cover della serata che sono 3, “Be my Husband” di Nina Simone, fatta col tamburo che scandiva i tempi in maniera imponente, “Tanto3” di Jovanotti, fatta solo ed esclusivamente a voce grazie alla miniconsole, e “Summertime Sadness” di Lana Del Rey, fatta di nuovo a tamburo.

Forse ho capito il motivo per cui Francesca abbia iniziato un tour soltanto adesso: per farlo al meglio.

Dire che tutto è filato liscio è riduttivo; in un’ora e mezzo ha proposto un repertorio affascinante, come affascinanti sono stati i riarrangiamenti in acustico.

Mi auguro che anche a Sanremo riesca a fare una buona impressione come quella data questo 8 di Gennaio.

Un piacere averti conosciuto, Francesca!

Marco De Benedictis

Di Redazione Urbanweek

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