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Best New: The Unsense

The Unsense è un progetto nato nella provincia di Varese che nella musica, nei testi, e in tutti i mezzi utilizzati, gioca sul limite, sul punto di unione che esiste tra gli opposti, tra il rumore e il silenzio, tra la parola e il non senso. Rock psichedelico e sonorità dark wave. In questa intervista ci raccontano del loro album  Betelgeuse, del mito di Pandora e del bisogno di accettazione come antidoto all’infelicità.

 

Pandora è il titolo del secondo brano estratto da Betelgeuse: raccontateci lo spunto da cui è nato questo pezzo e il video da cui è tratto

C’è una frase in questa canzone che dice : “Scava una fossa che vada bene per dormire con te”, ecco direi che questo è lo spunto da cui è nato questo pezzo. Parla di quando ci si dimentica di se stessi e della propria felicità pur di stare accanto a qualcuno. La canzone in sé era nata da una improvvisazione basso e batteria, mentre una voce in reverse, ci ricordava i Can e ci piaceva moltissimo l’idea di trasportarla in italiano e vedere cosa sarebbe successo. Il video nasce dalle mani di Andrea De Taddeo, nostro batterista nonché regista dei nostri video, e Mara De Marco di ProLab Academy (Make up) che ha seguito personalmente tutta la fase stilistica del video. Volevamo trasportare il mito di Pandora ai giorni nostri e farla giocare e danzare tra i mali che involontariamente ha liberato. L’abbiamo uccisa e fatta risorgere vestita di bianco. La nostra visione di speranza esiste, ma è una speranza fredda come la luce delle stelle. Fredda come l’espressione finale della nostra Pandora. ( Anahì Traversi )

Betelgeuse  è uscito nell’ottobre del 2015: come è stato accolto dal pubblico e dalla critica?

Betelgeuse è un album complesso, non da primo ascolto, nulla di quello che facciamo è da primo ascolto. Ci è sempre piaciuto quel tipo di musica per cui bisogna perdere del tempo e dedicarsi solo a lei, chiudersi in camere buie, chiudere gli occhi e vedere l’effetto che fa. Nonostante ciò siamo stati sorpresi sia dalla critica che dal pubblico, chiunque si sia avvicinato a Betelgeuse, nella maniera sopra descritta,  ha fatto di quest’album qualcosa di suo e l’ha “divorato” a dovere. Abbiamo avuto una bellissima recensione anche da Rumore, e direi che siamo soddisfatti, ma siamo anche sicuri che il nostro terzo disco sarà decisamente migliore.  Quando inizieremo a fare dischi peggiori dei precedenti probabilmente ci daremo alla vita di montagna.

Il vostro album d’esordio si intitolava Il Pifferaio di Pandora, mi sembra di intuire che questo mito vi piace parecchio…

 Il Pifferaio di Pandora era colui che decideva di entrare di sua volontà nel vaso e vedere il Caos. Era l’unione tra la fiaba del pifferaio magico e il mito del vaso di Pandora. Pandora è la prima donna, colei che portava tutti i doni e le grazie. Non poteva mancare in un album come Betelgeuse. Betelgeuse è una stella posizionata sulla cintura di Orione e significa “Colei che sta al centro”. Tutto l’album ruota attorno a questa figura femminile.

Qual è il filo che lega tra loro le tracce di  Betelgeuse?

 Il disperato bisogno di accettare la fine. L’accettazione se vuoi. Spesso combattiamo contro gli eventi , ma risulta un processo inutile e dannoso. Accettare può portare a vedere nuove prospettive. Veri e propri mondi paralleli.

Da un punto di vista prettamente musicale come definireste le vostre sonorità?

Non ci piace definire le nostre sonorità.

Ci salutiamo ricordando ai nostri lettori dove potranno ascoltarvi dal vivo!

Stiamo prendendo ora contatti con i locali. Sicuramente Venerdì 16 Settembre abbiamo una bella data al TNT di Milano in cui apriremo ai 1919 (Gruppo Leggenda post punk) poi si vedrà 

 

 

a cura di Laura De Angelis
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