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In arrivo il nuovo album dei Gorillaz? Torna la più grande toon-band spremuta e stressata: io ho paura

Poco più di un mese fa Damon Albarn ha confermato: i Gorillaz stanno per tornare con un nuovo album sul quale sono già al lavoro da parecchio tempo.

Questo annuncio ha chiaramente scatenato l’entusiasmo tra i tantissimi fan che da anni li seguono ed inseguono data la loro assenza dalla scena prolungata, forse, per troppo tempo.

Ecco cosa ne pensa il nostro Tommaso Bianco.

È un sabato pomeriggio, tanto per cambiare sei spalmato sul tuo divano a guardare MTV sommerso da cenere, pop corn, sonno e poca voglia di dormire quando, ad un certo punto, il tuo coinquilino trova la forza per alzarsi, affrontare la coltre di fumo, spegnere la tv e mettersi a disegnare. Tu, che tutto sommato ormai lo conosci, non ti stupisci e per tutta risposta ti alzi e imbracci il basso. Bene, se ti chiami Damon Albarn e vivi con Jamie Hewlett complimenti, hai appena fondato la più grande toon-band di tutti i tempi.

Quel che accade dopo tutti lo conosciamo, conosciamo i Kong Studios, conosciamo 2D, Murdoc, Noodle, Russel e la poca voglia di Albarn di mantenersi su un genere (Clint Eastwood e Punk nello stesso album!? È come una pizza con ananas) e di conseguenza di mantenersi su un unico progetto. Non tutti i mali vengono per nuocere però e questa “incoerenza” e voglia di cambiamento di Damon ci regala mille gioie: i Kong Studios, degli album che seguono una storyline come fossero albi a fumetti (si Jamie, ovviamente è soprattutto merito tuo questo), una toon-band che non resta “toon” solo nelle clip ma anche nei live: concerti con ologrammi che suonano!

Proprio perché non tutti i mali vengono per nuocere, ma alcuni si, quando nel 2012 Damon definì “improbabili” progetti futuri con i Gorillaz a causa di alcuni contrasti tra lui ed un Hewlett che contemporaneamente esprimeva la voglia di seguire un proprio progetto pensai che era finita. Pensai che tutto sommato è fisiologico perdere interesse per un progetto che ormai ha visto di tutto, aggiungi a questo la voglia di cambiamento di Albarn ed ecco costruita la lapide per tutti e 4.

Ed arriviamo ad oggi, a quando sentendo che ormai il nuovo album dei Gorillaz è alle porte un brivido mi attraversa la schiena.

Non capisco come possa essere possibile. Un’idea, un progetto, non morto, non fallimentare, ma spremuto, usato, pressato e stressato per cavarne fuori ogni singola goccia di successo, quello che fu un virtuosissimo parco giochi abbandonato in cerca di nuove attrattive come fa, oggi, a divertire di nuovo chi l’abbandonò? E il fan-boy che è in me scalpita all’idea di rivedere Murdoc muovere le unghie più fighe della storia sul basso, mentre il suo coinquilino complottista da sotto la stagnola che ha in testa lo vede la trovata travestita da “bancomat”.

Tommaso Bianco

Di Redazione Urbanweek

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