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We Are Waves, We Love You!

Immaginate un menage a trois tra i vecchi Joy Division, gli Smiths e i Cure, in uno scenario torinese dalla musica elettronica sperimentale, ecco da questa prefazione nascono un gruppo come i We Are Waves, fenomeno nascente del tutto italiano ma che rispetto a gruppi come Lo Stato Sociale e iCani ha ben poco .
Vorrei fare un ringraziamento al mio amico Charlie, che la sera del 30 Settembre, dopo avermi sentito particolarmente arrabbiata dopo un concerto metalcore non andato decisamente bene, mi ha invitato al Blah Blah perché “ C’è un gruppo che spacca, secondo me ti piacerà “, il che è stato azzeccato e non perché sono fan del post-punk / new wave, ma perché i We Are Waves, sono decisamente bravi .
Nonostante del concerto ne abbia sentito all’incirca quattro canzoni, la loro musica nel esatto istante nella quale sono entrata nella sala, mi ha completamente conquistata e rapita, tanto da prendere al banchetto l’adesivo della band e appiccicarlo immediatamente sopra la mia borsa e non contenta, da brava fan girl ho scritto un messaggio privato al gruppo dichiarando loro il mio amore eterno.
Un po’ di giorni dopo, ho contattato di nuovo la band per chiedergli se gli andava di vedersi per poter parlare del progetto, visto che le loro canzoni avevano ormai occupato il 99% dei miei ascolti dal giorno del Blah Blah, perché avrei  per fargli un po’ di domande sulla band, ed ho avuto un incontro molto interessante con Viax nonché il cantante della band .
Si dimostra subito gentile e propenso a rispondere alle mie domande, o in generale a parlare in maniera più approfondita dello scenario musicale indipendente italiano nella quale loro fanno parte, nonostante i loro testi siano unicamente scritti in inglese ed essa è una scelta interessante; la motivazione è che un cantante deve trovarsi bene con il tono melodico della sua voce e come suonano le parole nella bocca, quindi la scelta dell’inglese deriva principalmente da quello, come la scelta di usare meno parole possibili per esprimere un concetto che arrivi all’ascoltatore in maniera più pulita e diretta possibile.
I We Are Waves nascono dalle ceneri di un ex progetto crossover che, secondo le recensioni, aveva più i toni dei Cure che dei Korn, così ci fu l’avvicinamento di Viax con quelle tonalità apparentemente distanti dalla sua dimensione musicale e uniscono la scena della musica elettronica sperimentale di Torino a dei testi di natura autobiografica, da lì l’uscita del EP con la Memorial Records nel 2014 .
Un EP che porta ad un tour italiano, per concludere poi con il primo vero e proprio album del gruppo nel 2014 “ Labile “, che da le fondamenta salde al progetto, per concludere con l’album che non si può fare a meno di ascoltare più e più volte, ovvero “ Promises “, concludendo anche con un altro album chiamato Promixes datati entrambi 2016, il quale contiene i remix con una spinta ancora più elettronica di alcune canzoni di Promises .
La band è come se volesse accompagnarti in una dimensione apparentemente asettica, piena di luci come dentro una discoteca ma che mantengono un tono lugubre ed intimo, definire il loro genere new-wave o semplicemente musica alternativa sperimentale è limitante, i We Are Waves hanno reinventato un genere mixando tutte le conoscenze e le influenze che hanno fatto “i grandi” anche della scena della musica elettronica: alt-J, FOALS, Moderat .
Il loro modo di comporre musica, di scrivere testi, di suonare dal vivo e di suonare anche su CD, non ha nulla a che vedere con la musica indipendente con la quale fino a qualche tempo fa eravamo abituati, è un modo del tutto nuovo che non può essere paragonato a nessun altro artista in circolazione nostrano, per questo è interessante e per questo deve necessariamente essere ascoltato e preso in considerazione .
Per chi fosse nelle vicinanze di Torino, la redazione di UrbanWeeks consiglia caldamente di partecipare alla loro data al “ Darkitalia “ il 17 Dicembre insieme ai Soviet Soviet @ Cafè Liber .
Noi ci saremo e voi?
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