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Pharrell Williams: il re mida della musica esiste ed è nero

Se la musica pop fosse un veliero, al timone ci sarebbe sicuramente Pharrell Williams. Classe 1973 proveniente dalle coste della Virginia ha sviluppato un fiuto per i verdoni da fare invidia a qualsiasi bracco e ha percepito, visto e previsto ogni necessità del mercato musicale mondiale dell’ultima decade.

Se è vero che il buongiorno si vede dal mattino, è altrettanto vero che nel ’98 “Superthug” di N.O.R.E. si piazza #36 nella Billboard Hot 100. Chi ha prodotto questo pezzo? Ma ovviamente i The Neptunes, ovvero il duo di produttori fondato da Williams e Chad Hugo nel ’96 che dopo tre anni di lavori occasionali e di assestamento, esce fuori con questa hit. Come condimento abbiamo, nel ’99, le produzioni di Kelis e tanti altri nomi tra i quali spicca il lancio di Justin Timberlake come solista con il singolo “Like I love you” e il rilancio di giganti quali Snoop Dogg e Ol’ Dirty Bastard. Nel 2001, inserendo le monete negli ultimi jukebox superstiti e scegliendo la solita compilation-minestrone-estiva per ascoltare un brano di Britney Spears, sceglievate un brano prodotto dai The Neptunes: questo duo non si è più fermato e la speranza è che non lo faccia mai. Williams stesso quando canta diventa un must per ogni stazione radiofonica: nel 2006 il suo album solista “In my mind” debutta #3 nella “US Billboard 200” vantando collaborazioni con quasi una decina di artisti internazionali (ne cito solo due perché tutti e otto sarebbero troppo grossi per un articolo solo: Snoop Dogg e Jay-Z), nel 2013 Pharrell sputa tormentoni come fossero semi di anguria e ci ritroviamo “Happy”, che finisce anche nella colonna sonora di “Cattivissimo me 2”, la divina collaborazione con i Daft Punk (anche loro producono una qualcosa ogni morte di papa, ma quando lo fanno vendono quanto la Nutella), “Get lucky” e, non contento, si fa coinvolgere da Robin Thicke in un feat partorendo “Blurred lines”. Se ancora non vi basta per convincervi di quanto quest’uomo sia capace di prevedere qualsiasi trend del mercato, sappiate che nel video di “Blurred lines”, mentre Thicke, Williams e compagnia ballano e cantano, Emily Ratajkowski balla in topless precedendo di un’era la pioggia di “#escile”. Ovviamente la carriera del Re Mida statunitense non finisce qui: arriva “Freedom”, ha lanciato una linea di occhiali e altre mille diavolerie, ma non ha realizzato il suo sogno: scrivere per Michael Jackson, perché purtroppo più volte le sue produzioni sono state rifiutate dai collaboratori dell’artista.

In tanti storcono il naso all’idea di associare i soldi alla musica, ma che piaccia o meno, la vendita di un prodotto è il riflesso di quanto il mercato – in questo caso il pubblico – lo stesse aspettando, è così che funziona il mercato del mainstream. E se nel 2009 Arisa, sedendosi a tavolino con il suo team, ha studiato un prodotto e un personaggio per vincere la sezione “Proposte” di Sanremo suscitando tenerezza e allegria, non vedo perché gli altri produttori non possano. Pharrell è anche più cucciolo

Tommaso Bianco

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