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Live Report: Max Pezzali al Palasport di Acireale

Lo ammetto! Questo è il mio primo live di Max Pezzali, nonostante le sue canzoni mi abbiano e ci abbiano accompagnati un po’ tutti negli anni, non ero ancora andata ad ascoltarlo dal vivo. Quanto ho sbagliato!

Inizio col parlarvi del palco, che ha spesso catalizzato la nostra attenzione durante il live. Una grossa scritta “Max” campeggiava sullo sfondo e due videowall hanno spesso proiettato le immagini del pubblico. Ma è la grafica dei vari video, che sono stati continuamente proiettati sullo sfondo, che ci ha letteralmente conquistati e merita certamente un applauso. Non avevo mai visto qualcosa di simile e di così coinvolgente.

Un set di luci comincia a sollevarsi e arriva lui, l’eterno bravo ragazzo della musica italiana, si presenta sul palco con cappello, giacca scura e jeans. E’ un boato. Sono le 21.00 e il live comincia!

Brani nuovissimi, vengono alternati con i singoli storici dei tempi degli 883. In più di due ore di live ci regala i suoi più grandi successi, trasformando spesso il palazzetto in una festa anni ’90. E’ innegabile! Con lui si torna adolescenti, riesce a far riaffiorare ricordi, sentimenti, che il cinismo dell’età adulta sembrava aver cancellato. Ha sempre cantato i secondi, Max, parlato di quelle sconfitte che più o meno tutti abbiamo dovuto affrontare nella vita, ma mantenendo una musicalità scanzonata, quasi consolatoria. L’ho sempre un po’ collegato al personaggio di Peter Pan lui, l’eterno adolescente che oggi sta per affacciarsi ai cinquant’anni e che ci parla spesso del figlio.

Dopo alcuni brani comincia a parlare col pubblico dicendo che ci sono alcuni testi che ormai hanno tanti anni, che parlano di cose che sono cambiate. Ad esempio ora si può andare in motorino in due, quindi il senso di trasgressione di quel brano è scivolato un po’ via, ma ridendo ci spiega che non se l’è sentita di cambiare il testo e mettere tre. Subito dopo, le prime note di una delle canzoni più belle dell’artista, Gli Anni, fanno esplodere il palazzetto, che lo accompagna con cori da brividi. 

Max Pezzali ad un certo punto ci parla quasi da fratello maggiore, spiegandoci che: dalla mia esperienza quasi cinquantennale dico che a volte non ottenere quello che si vuole può essere un bene e rivedere gli ex che ci hanno fatto del male può essere terapeutico. Può infatti capitare che rivedendoli uno pensi: “Quasi quasi m’è andata bene!”. Poi esegue Col senno di poi.

Sopravviverai viene introdotta da un’ altra chiacchierata col pubblico. Cosa c’è di peggio che essere lasciati a luglio o ad agosto, quando sono tutti partiti e tu non solo stai male, ma non hai nessuno con cui parlare? Ma anche in questo caso in genere si sopravvive! 

Si entra nel vivo del live e uno dietro l’altro arrivano brani come Hanno ucciso l’uomo ragno e Non me la menare.

Fallo tu, ci regala un Max in versione femminile che viene proiettato sullo schermo alle sue spalle. A fine brano scherza su una sua potenziale sorella, sottolineando come a volte il destino di non averne avute abbia giocato a loro favore, perchè la genetica non sarebbe stata generosa con loro. Il pubblico ride divertito.

Parte la fase romantica del live, coi brani che tutti aspettavano: Il mondo insieme a te, Una canzone d’amore, La regola dell’amico, Come mai, Nessun rimpianto. 

Dopo questa fase l’artista sottolinea che è il momento di divertirsi un po’. La parte più scatenata del live è accompagnata da Nord Sud Ovest Est e Tieni il tempo, insieme a delle immagini fantastiche!

E’ il momento di ritirarsi, ma il pubblico non ne vuole sapere. Lo reclama a gran voce.

Gli strumenti acustici vengono sistemati in cerchio per una fase più intima, dove l’artista vuole sentire il pubblico cantare insieme a lui.

Rientra con una giacca coloratissima e la maglietta degli 883. E’ il momento di ascoltare in acustico Se tornerai, Nient’altro che noi, Se ci sarai, Eccoti.

Con un deca chiude un live energico, durato più di due ore, trascorse ballando, cantando e ricordando.

Egle Taccia

 

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