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L’INTERVISTA: JIMMY INGRASSIA

Un po’ Lucio Dalla e un po’ Caparezza. Molta personalità. Jimmy Ingrassia, cantautore di origine siciliana, ci racconta il successo di “TI LOVVO”, brano sulla dipendenza da internet e dal digitale; del suo desiderio di calcare il palco dell’Ariston; di un disco di inediti in lavorazione e di alcune idee sui Talent.

Ti aspettavi i buoni risultati, in termini di passaggi radiofonici e visualizzazione digitale, di “TI LOVVO”?

Sinceramente no, perchè non è facile che le radio passino così tanto un brano di un’artista “NO BIG” al punto di farlo arrivare al 26° posto della classifica INDIE MUSIC LIKE delle etichette indipendenti. Mi trovo in mezzo a nomi più celebri del mio e devo dire che farmi spazio non è semplice, ma si vede che il brano piace e perciò è stato inserito nelle loro programmazioni giornaliere. Colgo l’occasione per ringraziare Tiziana Galluso di Radio Touring 104, che da tre mesi a questa parte continua a tempestare gli ascoltatori con questo brano e il mio ufficio stampa L’altoparlante, che ha fatto davvero un bel lavoro di promozione.

Pensi che il mondo digitale possa realmente aiutare gli artisti emergenti attraverso i canali social?

Certo, con l’avvento dei social si sono abbattute le distanze. Chiunque ormai può arrivare direttamente a discografici, manager e soprattutto al pubblico, che se abbastanza vasto può decretare da solo il successo di un brano e di conseguenza di un artista.

Nel 2014 hai partecipato a “THE VOICE of Italy”. Cosa ti ha lasciato quell’esperienza? E cosa pensi dei talent show?

Mi ha dato notorietà, mi ha permesso di  farmi conoscere a più persone grazie alla televisione, che rimane ancora a mio avviso il più potente mezzo di promozione. Non penso che i talent siano negativi, ma è innegabile che siano gestiti male, perchè si pensa più all’audience e allo spettacolo che alla musica e all’arte. Avrei una proposta da fare a dirigenti televisivi e direttori artistici di case discografiche sulla gestione di un talent, in cui si potrebbero tirar fuori artisti con la A maiuscola e non centinaia di meteore.

Sin dagli esordi graviti attorno a Sanremo: nel 2006 hai vinto Sanremolab con il brano “Tutto e subito”, nel 2009 sei stato semifinalista nelle nuove Proposte del Festival, senza contare che “Ti Lovvo” è arrivata in finale tra le aspiranti Nuove Proposte dell’ultima edizione. Il palco dell’Ariston sembra essere un tuo obiettivo serio…

E’ una questione di soddisfazione personale. Ci terrei a calcare quel palco (con una mia canzone intendo), perché ho avuto già la fortuna di stare sul palco dell’Ariston  quando facevo DOMENICA IN nel 2006. Ma potermi esibire in qualità di concorrente è un’esperienza che mi manca e che prima o poi vorrò avere il piacere di realizzare.

Nelle tue canzoni si sente l’influenza di vari cantautori, da Rino Gaetano a Mannarino, da Caparezza fino a Lucio Dalla. Quali tra questi artisti realmente ti hanno ispirato nel costruire il tuo repertorio?

Tutti direi, Hai menzionato i mostri sacri della musica italiana che ascolto abitualmente. Senza dubbio in primis l’inarrivabile Lucio.

E’ in programma un disco di inediti a breve, dove inserire magari anche qualche singolo di successo come “Per votarmi scrivi Si”?

Certamente! Quest’ultimo brano tra l’altro sarà presente in due versioni, la prima versione omologata a tutto il resto dell’album, più la radio version. Mi auguro di riuscire a chiudere l’album almeno subito dopo l’estate. Io e il mio team stiamo lavorando molto, ma per far le cose per bene ci vuole tanto tempo quindi meglio non avere fretta.

 

Fabrizio De Angelis

Di Redazione Urbanweek

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