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Giordana Angi – l'intervista al nuovo talento scoperto da Tiziano Ferro

Tiziano Ferro non smette mai di stupirci e ci presenta così la sua nuova scoperta musicale, Giordana Angi:

“Sono convinto che Giordana possa rappresentare una bella ventata d’aria fresca nel panorama della nuova musica cantautorale italiana.” 

Ho conosciuto Giordana grazie ad un demo che lei stessa mi inviò due anni fa. Rimasi subito colpito. Giordana Angi è autrice, interprete, dj, musicista. Fuori dai generi, sembrerebbe quasi un’artista britannica ma ha origini franco-italiane. Le sue canzoni sono oneste, solide e senza filtro alcuno, ispirate dall’ esigenza di raccontare la realtà così com’è, dentro e fuori di lei. Abbiamo molto lavorato durante questi due anni e sono convinto Giordana possa rappresentare una bella ventata d’aria fresca nel panorama della nuova musica cantautorale italiana. “CHIUSA CON TE (XXX)” è solo l’inizio

Tiziano Ferro

Giovannissima cantautrice, Giordana Angi ha appena pubblicato “Chiusa con te (xxx)” , un potente brano r’n’b che fonde la tradizione alle nuove sonorità, che racconta di una notte travolgente passata sul dancefloor. Questo è il primo brano dell’artista su etichetta Sugar.

L’ho incontrata prima che tutti voi partiste per le vostre vancanze per conoscerla meglio e farmi raccontare come sia riuscita a raggiungere Tiziano Ferro e l’abbia convinto a diventare il suo produttore.

“Chiusa con te (xxx)”  è il tuo nuovo singolo, che racconta una storia nata sul dancefloor. Ci presenti il brano?

Il brano è nato alle Maldive, dove ho lavorato quest’inverno per tre mesi, mentre facevo sia la cantante che il dj. Quella sera, non so perché, sarà stata la festa, saranno state le Maldive, sono tornata a casa tardissimo, non riuscivo a dormire, non c’era niente da fare. Avevo in testa la melodia della canzone precisa, precisa. Erano più o meno le quattro e mezzo, mi sono alzata, mi sono fatta una doccia fredda e ho cominciato a comporre la base della canzone. L’ho tenuta lì chiusa e poi quando sono tornata a Milano per fare questo incontro con la Sugar, quando Caterina Caselli mi ha chiesto se avevo altre canzoni, io ho detto “certo sto scrivendo tanto”, ma Tiziano Ferro questa canzone non l’aveva sentita (c’era anche lui in riunione), quindi ho chiesto di poterla fare sentire anche a lui. Così tutti quelli della Sugar sono usciti e siamo rimasti io e lui da soli per cercare di tirare fuori qualcosa di decente. A lui la canzone piaceva, abbiamo aggiustato un po’ la base, sono tornati gli altri e la canzone era pronta (ovviamente un provino). Gli è piaciuta tanto, poi ci ho lavorato bene e il risultato è quello che sentite oggi.

I ritmi sono super moderni. Uniscono l’r’n’b con la nuova elettronica e quello che viene definito l’alt-r&b. Cosa li ha ispirati?

Sì, sai ascolto tanta musica estera, ho ascoltato tanto Madonna, Pharrell Williams, Rihanna, ma sono anche un’amante dei classici del jazz e penso che queste due anime si siano un po’ fuse. Mi piace molto una melodia classica su una base che sia molto attuale. Secondo me oggi la musica nasce sopratutto dal computer e i suoni elettronici sono lo specchio di questo.

Com’è nata la tua collaborazione con Tiziano Ferro?

Quando ho cominciato a scrivere queste canzoni con queste basi un po’ particolari, diverse da quello che si sente in radio in Italia, visto che voglio scrivere in italiano perché è la mia lingua e voglio che le persone mi capiscano, ho pensato a qualcuno che potesse capirmi e che più o meno potesse aver fatto qualcosa non dico di simile, ma che avesse pensato un pochino a quello che stavo facendo io e mi è subito venuto in mente Tiziano, perché lui con “Perdono” all’epoca scardinò un po’ tutti i principi, era completamente diverso da tutto. Data la stima che nutro per lui, sono una che si è divorata tutti i suoi dischi, ho deciso di mandargli queste tre demo, gli ho fatto questo cd, gli ho messo le demo in sequenza come volevo che lui le ascoltasse e gli ho scritto questa lettera, ho messo la mia foto, ma ero talmente convinta che lui non avrebbe mai ascoltato, che non ho inserito alcun recapito telefonico, non ho messo neanche una mail, ho solo scritto il mio nome… Diciamo che lui per risalire al mio numero di telefono un po’ di chiamate le ha dovute fare! Ogni tanto ridiamo insieme perché lui mi dice sempre “di solito mi lasciano il numero di casa, quello di cellulare, il numero del lavoro e tu niente”. E’ stata una cosa abbastanza enigmatica.

Qual è stato l’insegnamento più importante che ti ha trasmesso in questi due anni di lavoro insieme?

Sicuramente la pazienza e l’attenzione al dettaglio. Diciamo che io già di natura sono così, mi piace soffermarmi sulle canzoni e ogni parola è quella che volevo dire, non lascio mai nulla al caso. Lui in questo è il più grande maestro che si possa avere, perché ha sempre ascoltato con attenzione quello che gli mandavo e ha sempre detto quello che pensava. Avere la possibilità di essere ascoltati da una persona del genere è qualcosa che non ha prezzo e che non ha valore, infatti è quello che gli ho detto recentemente. Gli ho mandato un messaggio dicendogli che ovviamente è importante come andrà, ma non è importante quanto il fatto che lui abbia creduto in me fin dall’inizio e aver lavorato con lui per me forse è la più grande soddisfazione di sempre.

Questo è il primo brano con etichetta Sugar. Com’è far parte della scuderia di Caterina Caselli?

Eh! È inverosimile! Nel senso che mi ritrovo a lavorare con delle persone con cui ho sempre sognato di lavorare e probabilmente ancora non sto realizzando davvero, mi ci vorrà ancora un po’. Sicuramente vedermi in mezzo ai loro artisti è surreale.

Col tuo modo di scrivere canzoni certamente stravolgi il concetto di cantautrice in Italia. Perché non riusciamo quasi mai ad uscire da certi schemi?

Adesso ci usciamo per forza da certi schemi! Probabilmente la canzone d’autore italiana nell’ immaginario è sicuramente rappresentata da qualcuno con la chitarra in mano che canta melodie. Oggi non è più così. Ci sono sicuramente, però ho tanti amici che fanno musica con il Mac, che si portano dietro i synth. La musica è evoluzione. Ci stiamo evolvendo, la tecnologia è una parte fondamentale della nostra vita. Cinque o sei anni fa scrivevo su un taccuino, oggi a volte anche, ma per comodità e rapidità scrivo sul Mac. La tecnologia è una parte essenziale della nostra vita, quindi penso che bisogna adattarsi a questo, se piace. A me piace la musica elettronica. Poi dal vivo magari si inseriscono gli strumenti reali e i musicisti reali, però mi piace comporre così. Se non ci sono molte altre persone che lo facciano non so dirti il motivo. Questo magari lo chiedo a te.

Progetti per l’estate?

Lavorerò tanto alle altre canzoni e poi vedrò cosa succede con “Chiusa con te”. Già vedo che sta andando parecchio bene, ma voglio vedere cosa riesce a fare, se riesce ad entrare nel cuore e nella testa delle persone come spero che succeda, in modo che così quest’inverno potremo continuare a lavorare e a fare uscire altre canzoni.

Egle Taccia

Ecco il videoclip diretto da Gaetano Morbioli:

 

 

 

 

 

 

 

 

 
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