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Best New: Andy Warrior

Andrea Paone, in arte Andy Warrior è l’inventore del genere musicale noto come “pop-per”, il pop che sballa. Batterie percussive, ritmi che fan ballare, rime che fan cantare, testi che fan divertire, sempre e comunque ironici e provocatori. Sono veramente contento di far qualche domanda ad Andy Warrior!! E’ sempre un piacere avvicinarsi al mondo musicale di Lanciano e ai suoi artisti, che da sempre mi affascinano. Ma è soprattutto straordinario confrontarsi con Andrea Paone, Andy Warrior ora, ma, in passato, bassista del Management del Dolore Post-Operatorio, bassista delle origini, di Mestruazioni e Auff. Da compositore e produttore della propria musica, Andy Warrior si fa notare subito grazie a uno stile unico con movimenti sinuosi e una voce naturalmente scordata e parlata, su melodie riconoscibili fin dal primo ascolto. Chitarre taglienti e synth in loop arricchiscono il tutto, in un perfetto “rock da discoteca”. I suoi brani Cacchio, Stalking, Voglio fare il dj, Non andate in discoteca e Facebook sono l’estasi di una paradossale identità demenziale, ma mai banale. E allora che danze folli siano! Andy Warrior è la parodia dell’artista pop contemporaneo, qui sotto la sua intervista!

Come mai hai scelto la fragola come simbolo di Andy Warrior?

Parto dal presupposto che Andy Warrior è nato per gioco, ed ancora oggi è un gioco, che faccio per passare il tempo. La fragola è l’opposto della banana, e dal momento che Andy Warrior suona come Andy Warhol non sapevo che logo scegliere ed ho scelto la fragola tipo parodia. Poi è figa, sarebbe bello come logo per T-shirt!

La tua scelta di lasciare i MaDeDoPo è stata improvvisa, drastica e un po’ sconcertante. Forse Andy Warrior è proprio quello che cercavi per ritrovare un equilibrio e una nuova energia per far musica. Com’ è stato l’impatto con l’indipendenza e l’autonomia artistica nel scrittura dei brani?

Semplice, musicalmente riesco a scrivere canzoni in 3 minuti. Una volta l’anno ho voglia di lanciare un singolo, cosi’ giusto per tornare un minimo al centro dell’attenzione: chiamo il mio amico Domenico Candeloro, batterista dei Voina Hen, molto bravo e bello che mi aiuta nella produzione, collego la tastiera al pc e vedo al momento se esce un riff che mi piace, solitamente entro 15 secondi lo trovo e inizia il pezzo. Poi io e Domenico improvvisiamo divertendoci. Il pezzo viene composto subito, poi inizio a pensare al video, perchè, per ogni singolo che ho fatto, ho sempre realizzato il video, mi piace farli… anche perchè senza video nessuno andrebbe ad ascoltare un mio pezzo, non sono piu’ famoso ( ride)!

I tuoi testi parlano di temi e problematiche quotidiane in maniera tanto divertita, quanto ironica, basta pensare a Facebook o Stalking. E’ paradossale come nei video dei tuoi brani ci siano immagini di divertimento, te che balli, ti agiti, ridi spensierato, ti dai alla fine anche dello stalker, ma indagando più in profondità è anche tuo intento, diciamo, far passare dei messaggi provocatori e di riflessione?

I miei testi in realtà sono tutte storie vere. Tutte vissute sulla mia pelle. I testi mi mettono in difficoltà, non so scriverli. Odio i testi impegnati, li fanno tutti, ormai vanno troppo di moda da tempo ed hanno stufato. Le band con i loro testi impegnati si prendono troppo sul serio, nemmeno dovessero cambiare il mondo, non siamo più nel ’68! Alla fine si sa, li scrivono solo per scopare un pò di più! Nei miei testi invece voglio far passare un’ aria di spensieratezza, parlare di cavolate e cose più serie in maniera divertente, ma non sempre ci riesco, infatti sto pensando di fare pezzi strumentali, così risolvo questo problema.

Nei tuoi brani si sente una minima somiglianza con Auff, dovuta principalmente ai testi in rima e batterie percussive. Sicuramente è un percorso di crescita artistica che ti ha segnato drasticamente. Ma penso che il confine sia davvero sottile tra chi influenza chi. Quanto pensi ci sia di tuo in Auff e quanto di Auff in Andy?

In Auff di mio c’è innanzitutto il fondoschiena della copertina (ride). Credo che sia l’album italiano piu’ bello degli ultimi 20 anni. In Auff c’è tutto di ognuno dei componenti, perchè è stato scritto in più anni e nel corso di questi anni alcuni brani sono cambiati più volte in sala prove. Musicalmente il Management è cambiato molto dopo Auff, gli altri due album mi piacciono molto, ma penso che Auff sia diverso dagli altri due anche per il mio abbandono. In pratica io non so suonare molto, anzi per niente e mi ero creato un mio stile meccanico semplice, puntando tutto sul suono e su dei bassi particolari. Il nuovo bassista tecnicamente è mille volte più bravo di me ed in pratica Marco nella scrittura doveva tener conto che, se scriveva un brano difficile, io non sarei stato in grado. Questo, che potrebbe essere un difetto, è stato anche il punto di forza di Auff, perchè i brani sono tutti semplici e diretti, piacciono ad un primo ascolto, come un album pop anche se non lo è affatto. Al mio abbandono hanno potuto scrivere pezzi più “complicati” con controtempi e giri di basso che io non sarei stato in grado di fare e sono cambiati inevitabilmente. Con Andy non lo so se sono influenzato, le cose che faccio le faccio senza pensare e se somiglia è un caso, non è voluto.

In un’ intervista hai detto che per te la musica indipendente non esiste. Esiste solo la musica bella e quella brutta. In radio mandano la musica commerciale, ma di band autoprodotte che scrivono brani commerciali ce ne sono tante. Che ne pensi di questa suddivisione attuale della musica? Sei pessimista o pensi che prima o poi la musica, quella bella ma indipendente, uscirà allo scoperto?

Indipendente non significa nulla, tutti gli indipendenti che girano hanno comunque una casa discografica dietro, meno potente della major ma comunque la hanno. Sinceramente per la musica “suonata” che non passa in radio la vedo male. C’è talmente tanta confusione ormai sul web e sui social che non si capisce piu’ nulla. Emergere per un gruppo ora è davvero piu’ difficile rispetto a due o tre anni fa. Facebook ha stufato gran parte delle persone, dagli smartphone si ascolta meno musica per non sprecare i giga della connessione, riceviamo tutti migliaia di inviti agli eventi, sta tornando di moda la radio perchè meno stressante. Penso davvero che il movimento di musica “indipendente” stia passando di moda. Vedo anche sempre più giovani che preferiscono il movimento di musica elettronica. Il film cult per i giovani “Berlin Calling” ha cambiato le nuove generazioni, l’mdma sta spopolando, i giovani suonano sempre meno, iniziare a fare il dj è piu’ facile che imparare a suonare bene uno strumento. Penso che presto morirà completamente il movimento indipendente.

Hai nuovi progetti artistici per il futuro?

A settembre tornerò a suonare il basso in un nuovo gruppo i “The Stronzi” ma è una cosa esclusivamente per divertimento, dubito ci saranno album. Con Andy continuerò a lanciare singoli e video di tanto in tanto.

La cosa più bella mai fatta in tour?

Questa è difficile, ne sono successe talmente tante, potrei scrivere ore. Come date, le piu’ belle come adrenalina erano sicuramente le vittorie ai concorsi; prima di diventare “famosi” ne abbiamo vinti tanti, anche le prime aperture ai concerti dei big, poi è diventata routine. Molte cose non posso dirle, perchè si arrabbierebbero…Luca Romagnoli mi ha consigliato di raccontare una storia tanto bella che riguarda un ghiacciolo speciale…un giorno forse vi racconterò di quando… (ride).

 Ultima domanda nostalgica: hai mai pensato di voler tornare all’interno del Management del Dolore Post-Operatorio? O comunque sogneresti di fare una data con loro in onore dei vecchi tempi?

Sinceramente tornare a suonare regolarmente no, ma una data o un piccolo tour di poche date stile reunion, suonando Auff per i fan di vecchia data, perchè no? Mi piacerebbe!! Ne approfitto anche per salutare Simone Peruzzi e Marco Barattistuta, due grandi fan a cui voglio bene, mi piacerebbe rifare un concerto per loro.

                                                                                                                                                                                                Marco Apri

 

 

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